Il personaggio in questione è Igor – al secolo Igor Nogarotto - cantautore astigiano.
Alter Igor è il primo lavoro che, lui stesso dice, soddisfa le sue esigenze
Un buon livello di schizofrenia, la capacità di trattare tematiche anche “difficili” con una certa leggerezza, sdrammatizzando, ironizzando (senza mai cadere nel trash).
L’album rappresenta costantemente il dualismo tra euforia e catalessi, momenti di grande entusiasmo e momenti down: aspetti opposti che arrivano però a coesistere; spesso si si osserva dal di fuori, l’IO guarda il ME, poi il ME guarda l’IO, a volte ci si capisce, altre no, ma ce la si mette tutta…
I testi hanno la presunzione di avere sia un certo spessore sia una certa immediatezza: un mettersi a nudo parlando delle proprie debolezze (da “Sono depresso” a “Ho paura del buio” fino a “Vado dal dottore” che testimonia accenti ipocondriaci; e poi un tuffo nei sentimenti più profondi e intimi (“Libero da me”, “Una cosa sola”).
Igor ha voluto comunque trasmettere la sua carica positiva, la consapevolezza, la voglia di sdrammatizzare (“Il Tg delle buone notizie”, “Si può fare”, “Va tutto bene”).
Questo album è un viaggio interiore che ha inizio con “Le dita nel naso”, primo step fondamentale per arrivare a comprendersi davvero: “mettersi le dita nel naso” diventa il simbolo dello spogliarsi della propria ipocrisia, del proprio perbenismo, manifesta la volontà di essere trasparente e di vivere a contatto con le cose, con le persone, senza filtri, senza finzione.


